Vi spiego perchè (anche scientificamente) con lo Spezia dobbiamo essere 20.000 allo Zaccheria

Per quanto il cuore mi dica sempre che il Foggia vincerà tutte le prossime partite, quest’anno purtroppo ho visto troppe cose andare “in un certo senso” perchè la testa mi convinca di una salvezza facile e praticabile. La statistica è una scienza esatta e descrive attraverso calcoli numerici l’andamento periodico di fenomeni che possono essere scientifici come economici e sociali, dandone una descrizione assolutamente certa per il passato e il presente e molto spesso – in proiezione – veritiera o verosimile per il futuro. Il problema nostro è che la statistica vale anche nello sport, soprattutto in eventi ciclici come un campionato di calcio, e in questo caso i numeri e la matematica non ci incoraggiano di certo, tantomeno ci vengono in soccorso o ci inducono all’ottimismo. In 29 giornate abbiamo fatto 33 punti, e con questa media (1,14 punti/partita) arriveremmo a quota 35 alla fine del torneo (confermando il -6 di penalità), dunque retrocessione sicura. Comunque peró nel calcolo probabilistico e nelle curve di Gauss esiste lo “scarto quadratico medio” o “deviazione standard” – più banalmente “l’eccezione che conferma la regola” – perchè come detto, se le statistiche danno dati certi su fatti accaduti, possono dare dati solo attendibili per quelli da accadere, e dette probabilità sono tanto più esatte quanto meno sono le variabili incidenti sui freddi calcoli numerici. In soldoni la semplice media/partita calcolata per il Foggia non è, per nostra fortuna, un dato scevro da variabili, tutt’altro, dunque la possibilità che il Foggia, in questo residuo cammino che ci porterà alla fine del campionato, possa scartare dalla nefasta media punti attuale è abbastanza sensibile. Un campionato essendo ciclico ci restituisce dati certi solo – appunto – a ciclo concluso. Per assurdo sarebbe forse più significativo il dato preso nel girone di andata (che per noi sarebbe ancora peggio) piuttosto che quello attuale, visto che se le più forti le hai già incontrate, magari fuori casa (come Brescia, Lecce e Palermo, le prime tre in graduatoria), mentre le più abbordabili devi ancora incontrarle – molte allo Zaccheria – è evidente come le famose variabili attualmente tengano la curva di Gauss molto allargata, dunque con valori di scarto dalla media punti ancora alti, pertanto non trascurabili probabilisticamente.

Lasciando stare allora la statistica agli statistici, quando una variabile è il cosidetto “fattore umano”, la matematica spesso inciampa e le regole, per quanto dimostrabili e dimostrate, vanno a farsi benedire. Laddove conta il fattore umano nulla è ipotizzabile con certezza, ma un ragionamento possiamo farlo di sicuro e, per quanto non dotati della sfera di cristallo, è nostro dovere capire come e cosa possa toglierci dai guai e quali contromisure prendere per scongiurare di tornare dopo meno di 24 mesi nel purgatorio del calcio italiano.

Se la variabile “fattore umano” è la cosa a cui dobbiamo aggrapparci, bisognerà dipenderne molto da quanto a noi ascritto, e molto poco da quanto ascrivibile agli altri. Vediamo come. Nelle prossime partite è innegabile che affrontiamo (Verona a parte) tutte squadre alla nostra portata, se non inferiori tatticamente e tecnicamente. Se anche e per pura ipotesi il “Palazzo” avesse deciso di mandarci in C, per fortuna vivendo nel mondo delle telecomunicazioni, potrà giocare sporco sì, ma fino ad un certo punto. Contro il Cosenza (ma anche a Padova), abbiamo dimostrato che se la metti dentro (che è il nostro vero problema) e non subisci gol stupidi, le partite le puoi vincere, perchè poi non possono darti sempre 2 rigori contro o espellerti un giocatore a partita – impunemente – davanti ai telespettatori e gli appassionati di tutta Italia. Un minimo di credibilità al gioco sono costretti a darla “ob torto collo”. La faccia dovranno pur salvarla anche “eventuali” complottisti a capo dell’altrettanto eventuale congiura contro il Foggia, oppure no? Sinceramente credo poco ai complotti o alle congiure, ma credo più alle eventuali strategie occulte, alle sinergie di interessi comuni, all’inimicizia precostituita e diffusa a nostro svantaggio, persino all’invidia di taluni e potenti club nei nostri confronti, come ha dimostrato l’illegittima sentenza della Lega che, nell’estate scorsa, voleva sottrarci “pro domo sua” la mutualità maturata per quel campionato.

L’impresa (perchè d’impresa si tratta, inutile girarci intorno) sarà quella di dipendere solo e soltanto da noi, dal nostro fattore umano e non da quello degli altri. Siamo noi (squadra e pubblico) che dobbiamo dimostrare di essere più forti delle avversità. Vincere le prossime partite conta moltissimo perchè, raggiunta una posizione “almeno” di Play Out (fatto ad oggi ancora alla nostra portata) poi possiamo mantenerla (o migliorarla) affidandoci unicamente alle nostre forze ed io, in questa squadra e in questo allenatore, continuo a crederci fortemente. Il dramma sarebbe continuare a rincorrere chi ci precede in graduatoria, arrivando inevitabilmente a dover dipendere dai risultati altrui, dunque da un fattore umano esterno, circostanza a dir poco nefasta. Se ci mettiamo in quella sciagurata ipotesi, allora sì che chi eventualmente rema contro potrà mandarci impunemente ed immancabilmente in serie C, non restandoci altra soddisfazione (magra) che salvare l’onore, come in verità abbiamo sempre fatto nelle tre precedenti retrocessioni in terza serie. Per questo vincere contro lo Spezia ha, di fatto, la stessa importanza (o quasi) che aveva vincere contro il Pisa quel triste 13 giugno di tre anni fa, ed è per questo che allo Zaccheria sabato mi aspetto il tutto esaurito senza se e senza ma. La serie B ha lo stesso valore per Foggia sia dovendola conquistare dopo 19 anni, che dovendola difendere dopo solo due stagioni, e se i nostri avversari dovessero avere per l’ennesima volta il dodicesimo uomo in campo nascosto da una giacchetta nera ed un fischietto, il nostro dodicesimo uomo assiepato sulle tribune, in casa come fuori, non sarà da meno, credetemi, come forza propulsiva e influenzatrice del risultato, perchè i tifosi del Foggia, solo loro, sanno scendere in campo con la squadra e se vogliono sanno portarla per mano alla vittoria.

Contro lo Spezia vi aspetto tutti allo Zaccheria. Chi tifa Foggia non puó e non deve mancare. La società ha fatto la sua parte, ora tocca a noi. Certi treni passano una volta sola, e non vogliamo che si chiamino “desiderio”.


Francesco Bacchieri – www.ilfoggia.com

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