Tanto tuonó che piovve: Stroppa esonerato!

Il comunicato è ufficiale: Stroppa  non è più l’allenatore del Crotone e non sarà lui a guidare la squadra nella sfida di domani contro il Lecce che, in attesa di Oddo, verrà affidata al tecnico della primavera Moschella. La notizia era nell’aria da tempo. Sin dalle prime battute si era capito che non c’era feeling tra lui e la tifoseria degli squali. Sinceramente volevo astenermi da commentare la cosa, ma è inevitabile che scriva due parole su un esonero che i più davano per certo già da settimane. Non saró tra quelli che stasera andrà ad ubriacarsi di gioia, lo dico in anticipo, ma neppure tra quelli che si dispereranno autoflagellandosi. Le vicende del tecnico di Mulazzano non dovrebbero di fatto più interessarci, ma tant’è…

Nella sua carriera da allenatore professionista i due anni a Foggia rimangono ad oggi le uniche sue perle in mezzo a  poche luci e molte ombre in campionati costellata più da esoneri o dimissioni anticipate che da tornei chiusi regolarmente. Noi gli dobbiamo molto, sicuramente una promozione e una salvezza che a dicembre dell’anno scorso sembrava ormai una chimera. Ma lui deve molto a noi ed ai fratelli Sannella, che per almeno due volte lo hanno confermato a dispetto della piazza, sia nella stagione della promozione in B (dopo la sconfitta col Fondi), che in quella della salvezza l’anno passato (dopo il pari interno col Venezia). Scelte lungimiranti, quelle della società che, se avesse assecondato gli umori della tifoseria, forse non avrebbe centrato gli obiettivi che si era prefissata dopo la sconfitta in finale Play Off col Pisa di Gattuso. Ma Giovanni deve tanto anche al DS Luca Nember, col quale non ha mai legato particolarmente, che a gennaio gli ha messo a disposizione gente come Kragl, Greco e Calabresi permettendogli quasi di sfiorare il sogno dei Play Off, mancati solo per un errore marchiano dell’arbitro nella sconfitta a Perugia contro i grifoni. Dopo aver lasciato in estate il Foggia nel pieno del caos legato a penalità e retrocessione (per motivi diversi a seconda si voglia dare credito alla sua versione dei fatti o a quella del DS) aveva scelto la Calabria di una neoretrocessa per confermarsi tecnico di vertice e rilanciarsi con una nuova avventura vincente. Ma in questa scelta più di rabbia che di testa Stroppa ha sottovalutato quello che un po’ tutti noi abbiamo paventato sin da subito. Da poche parti, come a Foggia, si accetta il bel gioco a discapito dei punti, di vittorie mancate, di sconfitte immeritate in attesa di tempi migliori che per Giovanni statisticamente sono sempre arrivati dal girone di ritorno in poi (quando ce lo hanno fatto arrivare). Zeman non sarebbe mai diventato un mito del calcio se a Foggia non avesse trovato chi per il piacere del bel gioco non avesse accettato di buon grado alcuni rovesci di fortuna. Crotone dunque non è Foggia e lì del bel gioco importa poco a tutti, contano le vittorie e la posizione in classifica e quella della “corazzata” Crotone evidentemente non è stata ritenuta soddisfacente dopo solo nove gare disputate e la “miseria” di 11 punti in classifica (due meno del Foggia di Grassadonia). Dico subito che credo poco agli esoneri “subitanei”, più di pancia che di testa, imposti dal pubblico più che dalla logica. Ho visto il Crotone giocare bene, come giocava bene il Foggia l’anno scorso, raccogliere molto meno di quanto meritasse.

Se avessero avuto pazienza e lungimiranza avrebbero raccolto le meritate soddisfazioni perchè, alla resa dei conti, giocare bene paga. In Calabria peró la pazienza è mancata e hanno preferito il pragmatismo di tecnici “benvoluti” dal sistema calcio, come Oddo, esattamente come avremmo voluto fare noi l’estate scorsa, al rischio di continuare con questa guida tecnica. L’allenatore di Pescara a Foggia non era voluto venire impaurito dalle note vicissitudini giudiziarie (a proposito di “cuori impavidi”), ma in Calabria evidentemente sente di avere le carte giuste da giocarsi al tavolo della lotta per la serie A. Non gli auguro nessun bene, perdonatemi, perchè Oddo  lo ritengo personalmente un tecnico presuntuoso e sopravvalutato, oltre che fin troppo amato dai potenti del calcio, ed egoisticamente le sfortune del Crotone faranno gioco alle fortune di un Foggia che avesse la ventura di affacciarsi nei piani alti della classifica ove mai dovessero rivedere i nostri punti di penalizzazione. Auguro invece di riprendere presto il suo cammino a Stroppa, magari partendo da una squadra da ricostruire, più che da riconfermare, perchè aldilà di tutto, del suo pessimo carattere, del modo in cui ci ha lasciato, delle sue ultime polemiche dichiarazioni, rimane il tecnico che ci ha riportato a contare nel calcio dopo due decenni e che, personalmente, mi ha fatto divertire giocando dappertutto e contro tutti, anche per un’intera partita in 10 contro 11 come l’anno scorso a Novara e a Parma, solo e soltanto per vincere, come piace a me, come è sempre piaciuto a noi.


Francesco Bacchieri – www.ilfoggia.com

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