Quanto è difficile (e importante) crescere. C’è il “Citta”, il peggior avversario, ma…

Crescere. Il mantra del momento per il Foggia è racchiuso in una sola parola. Crescere. Lo dicono i recenti risultati, le ultime prestazioni e le volontà espresse fuori dai denti dal ds Nember nel corso dell’ultima conferenza stampa, indetta per rispondere a un “eccessivo alone di negatività attorno alla squadra” (prendendo in prestito la frase usata dallo stesso dirigente rossonero). Partiamo dal presupposto base, quello più semplice e intuibile.

Crescere serve in primis alla classifica, quella che Nember ha detto di voler guardare in ottica 13 punti ma che al momento va anche considerata a quota 5, in ultima posizione. Già, perché se sul campo e per il morale conta la prima, ai fini del risultato stagionale, purtroppo, conta la seconda. Almeno fino a quando non si esprimerà il terzo ed ultimo grado di giudizio che potrebbe addolcire la sanzione di -8 e rilanciare il Foggia in classifica. Serve uscire al più presto dalla zona rossa per non abituarsi e assuefarsi alla bassa classifica. Serve per ritrovare il morale.

Serve crescere per le prestazioni. Quella col Cosenza, per quanto estemporanea, pesa nel percorso recente del Foggia. Col Lecce il gol del 2-1 di Mancosu ha sciolto come neve al sole le ambizioni dei rossoneri che dopo il 2-2 hanno rischiato anche la sconfitta. Resta la bella prestazione da metà primo tempo a metà secondo, ma c’è ancora troppa discontinuità, alti (vedi i venti minuti dopo il vantaggio con l’Ascoli) e bassi (Cosenza). Va uniformato il rendimento di gioco e normalizzati gli sbalzi di umore nel corso della partita. Così come va posto un freno ai gol subiti, la maggior parte dei giunti in fotocopia, con cross dagli esterni e calci piazzati. Ranieri è una piacevolissima scoperta che darà una mano, assieme al rientro di Camporese, ma alle loro spalle i ricambi scarseggiano.

Infine, serve crescere perché lo ha detto Nember, senza nascondersi. Pur rigettando l’eccessiva negatività, il ds ha espresso il desiderio di un miglioramento fisiologico della squadra. Anche perché l’obiettivo… “sono i playoff”. Adesso, dalla teoria bisogna passare alla pratica. E non ci potrebbe essere avversario peggiore, nel momento peggiore. Il Cittadella, diretto da Venturato, è un’insieme di frizzantezza e praticità disarmante. Una macchina sincronizzata e di disarmante equilibrio. Ecco. Crescere, inevitabilmente, passa anche da “partitacce” come queste.

METEO – Dall’estate vissuta nel match contro il Lecce, all’anticamera dell’inverno di Cittadella. Questa sera alle 21 il Foggia troverà pioggia (piove da alcune ore), campo pesante e la temperatura di 11°C. Quasi totale assenza di vento che soffierà da Nord-Ovest a 5 km/h.

FOGGIA – I rossoneri ritrovano Camporese ma difficilmente scenderà in campo senza allenamenti. Il tecnico Grassadonia annuncia turnover. Busellato, Rizzo, Zambelli, Chiaretti e Gori potrebbero essere (o almeno alcuni di questi) le sorprese tra i titolari rispetto alla gara di sabato con il Lecce. In questo caso uscirebbero rispettivamente Agnelli, Deli, Gerbo, Galano e Mazzeo. Salvo il passaggio, difficile ma non del tutto escluso, al 4-3-3, che vedrebbe un tridente con Cicerelli e uno tra Galano e Chiaretti alle spalle della punta centrale.

CITTADELLA – Pochi grattacapi per il tecnico Venturato, costretto a rinunciare al solo Pasa per un problema alla spalla. La vera ed unica distrazione potrebbe essere il derby con il Padova in programma sabato. Ci sarà turnover in vista di questa partita? Non dovrebbe cmbiare il modulo, che sarà il 4-3-1-2 con l’eclettico Schenetti dietro le punte Finotto e Scappini.

 

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