Play out annullati,il Foggia vince il ricorso ma l'autogol del Comunefa slittare la prossima udienza

Il Presidente della prima sezione del Tar del Lazio ha sospeso l'efficacia del verbale del Consiglio Direttivo della Lega emanato lo scorso 13 maggio 2019, nella parte in cui ha deliberato di non dar luogo ai play out originariamente previsti, ai fini della individuazione della quarta società retrocedenda.

LO SCORRIMENTO. L'esito del ricorso presentato dal Foggia calcio mette per la prima volta nero su bianco le ragioni della società rossonera sia relativamente allo scorrimento della graduatoria sia a quello legato alla disparità di trattamento rispetto al Perugia, società che ha potuto disputare i play off. Scrive il giudice amministrativo che “il verbale impugnato, in immediata asserita esecuzione della decisione del TFN resa nel C.U. n. 63/2019 (si tratta della sentenza di retrocessione del Palermo ndr), ha determinato il non luogo a procedere dei play out per il campionato di serie B, in quanto la quarta compagine retrocedenda sarebbe stata individuata “iussu iudicis” nella compagine US Città di Palermo s.p.a.”. Ebbene, tale tesi è totalmente sconfessata: “In realtà – chiariscono i giudici - la modifica della graduatoria del campionato, a seguito della retrocessione della squadra del Palermo, provoca uno scorrimento che ha come effetto quello di permettere la disputa dei play out a squadre diverse rispetto a quelle individuate nella precedente graduatoria, le quali, per effetto dello scorrimento medesimo, si trovano nelle posizioni di quart’ultima e quint’ultima”.

LA DISPARITA' DI TRATTAMENTO. Il Presidente del Tar mette in risalto anche l'altra evidente incongruenza, vale a dire l'avvenuta disputa dei play off: “Il citato verbale ha attribuito valore alla retrocessione della squadra palermitana, nell’ambito della graduatoria, disponendo la possibilità per la A.C. Perugia Calcio di disputare i play off, ancorché essa non fosse collocata in posizione utile prima della retrocessione del Palermo. Appare, pertanto, configurabile una situazione di disparità di trattamento nell’ambito delle modifiche alla medesima graduatoria”.

LA NUOVA UDIENZA. L'ordinanza dovrà essere confermata in via collegiale nella prossima udienza fissata il prossimo 11 giugno. Sotto questo aspetto, la foga da parte del Comune di Foggia, stimolata dalla campagna elettorale in corso, ha causato intoppi formali. “Nonostante l’adesione delle parti presenti che hanno espressamente rinunciato ai termini di legge – infatti - mancando l’adesione del Comune di Foggia, costituito nel giudizio, non è stato possibile accogliere l'istanza di abbreviazione dei termini.

Fonte: foggiacittaaperta.it

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