Mano pesante del Giudice sportivo

Tre giornate di squalifica per Gerbo e 10mila euro di multa alla società

Il rosso costa caro al centrocampista rossonero fermato per tre turni.

Foggia e Benevento punite con la stessa ammenda per lancio di petardi e fumogeni.

 

Al danno si è aggiunta la più classica delle beffe. Non bastavano i due rigori e l'aver giocato un'ora in dieci, il Foggia incassa anche la mano pesante del Giudice Sportivo che ha comminato ad Alberto Gerbo ben tre giornate di squalifica "per avere, al 44' del primo tempo, con il pallone non a distanza di giuoco, colpito un calciatore avversario con un calcio alla coscia; infrazione rilevata da un assistente".

Decisione che, fermo restando la negligenza del centrocampista rossonero, appare leggermente esagerata. Probabile che la società faccia ricorso per ottenere un piccolo sconto.

Per certi aspetti è ancor meno accettabile l'uguaglianza di trattamento nei confronti di Foggia e Benevento, "punite con un'ammenda di 10mila euro per avere suoi sostenitori, nel corso del primo tempo, lanciato diversi petardi e fumogeni sia nel recinto di giuoco sia nel settore occupato dai sostenitori avversari, costringendo l'Arbitro ad interrompere la gara per due volte nell'arco di circa due minuti; sanzione attenuata ex art. 14 n. 5 in relazione all'art. 13, comma 1 lett. b) CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell'Ordine a fini preventivi e di vigilanza", malgrado proprio per il lancio di petardi da parte dei tifosi ospiti, il direttore di gara abbia ripetutamente minacciato di sospendere l'incontro.

Infine, ammoniti con diffida il preparatore dei portieri Nicola Di Bitonto, il dirigente addetto all'arbitro Vittorio Mancini e il massaggiatore Alessandro Schena, per aver abbandonato la panchina e protestato platealmente al 44', in occasione del rigore chiesto dai rossoneri e non concesso dal direttore di gara.


foggiatoday

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