L’ex Foggia Letizia: La squadra del Foggia per molti è una ragione di vita

Ha indossato la casacca rossonera negli anni di mister De Zerbi e nella scorsa stagione ha militato nel Modena. Intervistato da TuttoC.com, l’attaccante Tony Letizia ha parlato della sua esperienza nel Foggia. Di seguito uno stralcio delle sue dichiarazioni: “Sono dispiaciuto per quello che è successo. Foggia è una città che vive del Foggia, la squadra di calcio per molti è una ragione di vita. Mi auguro che questa sia la prima pagina di un nuovo romanzo. E lo stesso voglio augurare anche al Matera, sebbene in quest’ultimo caso leggo che la situazione è maggiormente intricata. Ma io sono rimasto molto affezionato anche a Matera. Nel caso del Foggia, comunque, mi restano tanti rimpianti….

Lì arrivai grazie a De Zerbi che conosceva bene le mie caratteristiche. Il suo modulo non poteva che esaltare il mio modo di giocare: le sue squadre hanno sempre la palla e propongono tantissimo in fase offensiva. E’ stato un bel viaggio della speranza, cominciato bene ma finito male. Tutto ha inizio in Coppa Italia, quando faccio gol a Verona. A quel punto la fiducia nei miei confronti diventa granitica. Io stesso mi esalto grazie alle idee del mister e mi convinco di poter vivere l’anno della consacrazione a certi livelli. Il mister mi utilizza centralmente con gli esterni che girano intorno, il nostro è divertimento allo stato puro perché noi attaccanti veniamo messi nelle condizioni di rendere al meglio. Dopo un mese, con l’addio di De Zerbi, mi cade il mondo addosso. Arriva Stroppa, subito dopo viene preso Mazzeo. Il sabato andiamo in ritiro e la domenica resto fuori. Mi accorgo di non rientrare nei piani del nuovo allenatore. Rimango in panchina, cosa che non mi era mai capitata prima. Sia chiaro, non credevo di essere un fenomeno ed è ovvio che tutti siamo chiamati a rispettare le scelte di un allenatore. Ma mi sento scaricato e questo un po’ mi manda in depressione. Se non avverti la fiducia di un tecnico, anche in campo fai fatica. Sai di avere una spada di Damocle addosso in quanto sei conscio che il minimo errore potrebbe costarti caro. Dopo la parentesi Cosenza, direi positiva, torno a Foggia e immagino che il club possa riconfermarmi. Questo non accade, anche per volontà del mister. E si chiude definitivamente la mia avventura in rossonero. Insomma, avevo altri sogni, altri piani: la B col Foggia, la mia scalata da calciatore professionista con De Zerbi, restare e divertirmi in un contesto nel quale mi sentivo perfettamente realizzato. Dopo un mese è svanito tutto. Peccato”.


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