Il Foggia tra rabbia e orgoglio.

Kragl: ora conta solo vincere

FOGGIA - L’1-1 interno col Pescara è un verdetto che si presta a differenti interpretazioni. Offre molteplici chiavi di lettura. E lascia nel Foggia sentimenti contrastanti: la delusione si mescola alla speranza, c’è rammarico per la vittoria sfumata e il non aver guadagnato maggiore terreno rispetto alle altre pericolanti ma anche la consapevolezza che – nonostante il tempo stringa e le partite da disputare diminuiscano – la strada imboccata è quella giusta, che può portare alla permanenza in serie B.

La delusione «Due punti persi, più che uno guadagnato – commenta, amareggiato, il 28enne centrocampista esterno rossonero Oliver Kragl -. Siamo dispiaciuti. Ci tenevamo tanto a vincere. Meritavamo di più. Stiamo giocando molto meglio, abbiamo avuto diverse occasioni per raddoppiare, dopo il vantaggio. Purtroppo non siamo riusciti a sfruttarle. Ci è mancato qualcosa per chiudere il match. Quando si è avanti di un solo gol si è sempre a rischio rimonta, specie in un campionato duro ed equilibrato come questo di Serie B».

Rigore fantasma In vantaggio grazie ad una bella conclusione a giro di Deli, di interno destro ad un minuto dall’intervallo, il Foggia è stato raggiunto nella ripresa, dagli 11 metri. A segno Mancuso, che si è procurato la massima punizione e l’ha trasformata. «Il rigore, a mio modo di vedere, non c’era – afferma il tedesco -. Dal campo non mi è sembrato falloso l’intervento di Billong. Ma ormai è andata così, è inutile recriminare. Non siamo stati bravi a portarci sul 2-0 o 3-0, che ci avrebbe fatto stare più tranquilli. Abbiamo giocato una buona gara, dando tutto per vincere. Ma non è bastato».
nuovo modulo Da un paio di gare, la formazione di Padalino si sta schierando con un 4-3-3 atipico, in cui Kragl agisce da laterale mancino di centrocampo e di attacco, spesso accentrandosi, a volte anche spostandosi sulla corsia destra. «Sto cercando di fare del mio meglio, ma quando Greco e Ranieri si alzano, gli avversari si schiacciano in difesa e anche io avanzo non è facile per me trovare spazi, sono un po’ tagliato fuori – spiega il numero 11 del Foggia, marcato stretto dagli avversari, che temono il suo micidiale tiro sinistro -. Per me è più semplice incidere e diventare pericoloso quando la squadra avversaria, nell’attaccare, si scopre».

È una stagione in cui anche la “dea bendata” non sembra benevola nei confronti dei rossoneri, che dall’inizio del campionato hanno colpito più di dieci legni e che dopo aver pareggiato contro due formazioni che ambiscono alla promozione (Palermo e Pescara), sabato prossimo saranno impegnati a Padova, alle 15, in uno scontro diretto per la salvezza: «Il calcio non è fortuna o sfortuna – conclude Kragl – è impegno, concentrazione, voglia di segnare e tanto altro. A Padova bisogna vincere. Arrivati a questo punto del campionato, tutte le partite sono come delle finali. Adesso contano solo i tre punti».
il notiziario Per la trasferta in Veneto dovrebbero tornare a disposizione Ngawa, Zambelli e Chiaretti. Rientrerà Gerbo, dopo la squalifica, mentre verrà fermato per un turno dal giudice sportivo Ranieri, per cumulo di ammonizioni.
Sarà ancora out Tonucci, oltre al lungodegente Camporese.


La Gazzetta del Mezzogiorno

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