Il Foggia Calcio di una volta: intervista a Pasquale De Vincenzo

Ricordate il grande Pasquale De Vincenzo?

Estate 1992. In città si respira aria di contestazione, dopo la cessione dei pezzi da novanta come Signori, Baiano e Shalimov protagonisti della storica annata 1991/92. Al loro posto, giovani di belle speranze e calciatori provenienti dalle serie minori. Tra questi, Pasquale De Vincenzo reduce da un campionato di Serie C con la Reggina. Ecco che si materializza il capolavoro del Foggia di Zeman-Casillo e Pavone, la stagione 1992/93. De Vincenzo ci mette poco ad entrare nel clima “Serie A”: tecnica squisita, intelligenza calcistica, passo elegante e mente fredda. Non conta la categoria quando si possiedono queste caratteristiche. Resta a Foggia anche in Serie B (1995/96), per un totale di 116 presenze, indossando anche la fascia da capitano. Ecco le sue parole ai microfoni di Foggia Reporter:

 

Nel 1992 arrivi a Foggia da "illustre sconosciuto" per poi importi anche in Serie A. Come avvenne quel trasferimento?

"La stagione 1991/92 alla Reggina in C1 fu un annata positiva, mi misi in evidenza con alcune reti decisive per la salvezza anche perché ero arrivato a Reggio Calabria a Novembre nel mercato autunnale. La trattativa fu semplice e diretta con la Reggina che mi chiese il mio parere visto che c'erano altre possibilità, ma accettai subito perché in quel momento era la realtà migliore per un giovane come tutti sapevano. La felicità era alle stelle il sogno che si avverava."

Zemanlandia. Qual'è stato il segreto di quel periodo d'oro e forse irripetibile?

“Per quanto riguarda Zemanlandia se n'è parlato molto bene e condivido in toto le parole già dette da tanti protagonisti, nel senso che la proprietà, i Casillo fecero ottime scelte per quanto riguarda il DS Pavone e mister Zeman che furono così abili nell'allestire le varie squadre con calciatori molto giovani provenienti quasi tutti dalla serie C, ma ovviamente con qualità su cui si poteva lavorare per far sì che potessero essere all'altezza della serie A e non facessero rimpiangere i vari campioni che andarono via , quindi lo scetticismo dei tifosi era comprensibile visto che eravamo delle incognite che poi si rivelarono all'altezza. Il mio ricordo personale riguardo la società, il DS e il Mister è soprattutto nella enorme serenità che ci trasmettevano per eliminare l'ansia di prestazione nella massima serie, nella quale appunto eravamo all'esordio, codesta qualità non è facile da trovare nei dirigenti e allenatori specialmente per un giovane.[...]"

I momenti più belli con il Foggia?

"Quando penso alle partite più belle, penso alle due vittorie con la Juve in casa , dove esprimemmo qualità di gioco e grande intensità ed un pubblico stratosferico. Il primo gol in Serie A all’Olimpico contro la Roma fu un altro momento bellissimo, peccato che il gol non fu decisivo, al contrario di quello contro la Lazio (1-1, 10 Aprile 1993)"

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Fonte: foggiareporter.it

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