Ecco perché il cammino è in salita

La salvezza è anche questione di matematica

Otto partite per fare 14 punti e arrivare a quota 41, ovvero quella che, almeno sulla carta, dovrebbe permettere la permanenza in Serie B. Questo è l’obiettivo del Foggia nell’ultima parte di campionato. Pensare a se stessi e ai punti mancanti ancor prima che fare la corsa sulle altre, anche perché gli avversari corrono ed è difficile individuare la “lepre” da seguire per un Foggia che è cacciatore.

Serve un’impresa. E lo dicono anche i numeri. Al Foggia servirebbero almeno 4 vittorie e 2 pareggi in 8 giornate. Vale a dire più della metà di quelle 7 vittorie che ha fatto registrare nelle 28 giornate fino ad oggi disputate. Si tratterebbe, come è ben chiaro, di un’inversione di rotta a 360°. Grassadonia, Padalino e di nuovo Grassadonia, hanno tenuto la media di 1,14 a partita. Ma non basta per arrivare a quota 41 (a causa della penalizzazione). Se vuole salvarsi, il Foggia deve correre alla media di 1,75 punti a partita.

Dove prendere questi punti? Ci sono gli scontri diretti, che però sono stati croce e delizia di questo campionato, anche alla luce delle sconfitte con Livorno e Crotone ed i pareggi a Padova, col Venezia e ad Ascoli. Dopo la sosta di domenica prossima per le nazionali, il Foggia dovrà affrontare la capolista Brescia, poi di nuovo riposo ed arriverà lo Spezia allo Zaccheria, lì dove deve far valere il fattore campo. E a metà aprile il tour de force fondamentale: Venezia, Livorno, Cremonese e Salernitana. Proprio con i granata si aprirà il doppio turno casalingo con il Perugia che scenderà in campo a Foggia la settimana dopo. La stagione regolare ha a Verona l’ultima giornata di campionato. Servirà un’impresa.


foggiasport24

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