De Zerbi e Zeman due facce della stessa medaglia?

Per la quarta volta Zdenek Zeman siederà sulla panchina del Foggia Calcio, ma qualche anno fa c’è stato qualcuno che ce lo ha ricordato molto, attualmente allena in Ucraina e quest’anno giocherà la Champions League con lo Shakhtar Donetsk, stiamo parlando naturalmente di Roberto De Zerbi che nel biennio 2014-2016 ha allenato il Foggia portandolo alla conquista della Coppa Italia di serie C. Diverse volte il tecnico bresciano è stato definito “zemaniano” per il suo 4-3-3 e lui è sembrato sempre lusingato dell’accostamento, ma De Zerbi imita davvero Zeman? O ha migliorato il suo modulo portandolo ad un livello superiore. Negli ultimi anni il nome di De Zerbi è stato accostato a quello di allenatori del calibro di Pep Guardiola e Marcelo “il loco” Bielsa grazie agli ottimi risultati ottenuti con la squadra nero-verde con cui ha sfiorato la storica qualificazione alla Conference League, dall’altra parte Zeman non ha allenato negli ultimi tre anni dopo l’esperienza a Pescara aspettando l’occasione giusta per chiudere in bellezza la carriera, magari con un successo proprio con il Foggia! Dopo questa doverosa premessa possiamo passare finalmente all’argomento che tutti vogliono leggere ovvero le differenze tra i due.

Analogie:

  •         Il modulo (4-3-3)
  •         La costruzione dal basso
  •         Il tridente offensivo formato da attaccanti rapidi nello stretto e bravi nell’uno contro uno
  •         Il gioco definito “corto-corto-lunga”, fatto da due passaggi nella stessa zona di campo solitamente tra le due mezzali e poi palla lunga a cercare la profondità
  •         Il pressing forte a cercare di recuperare subito palla

Differenze:

Per le differenze non basterà un elenco. 

Si possono subito notare le diverse geometrie in campo, entrambi usano la costruzione dal basso ma mentre Zeman fa alzare entrambi i terzini aggiungendoli al centrocampo per trovare nuove linee di passaggio, De Zerbi ne lascia sempre uno basso sulla linea dei difensori quasi a creare un pentagono che ha come riferimento centrale il centrocampista più arretrato, questo crea una rete in cui il centrocampo avversario si trova intrappolato cercando di recuperare il possesso palla invano. In attacco De Zerbi preferisce una punta di alto profilo tecnico (es. Caputo) che permetta di interscambiarsi con le ali in fase di attacco e che faccia da falso nove in costruzione, permettendo alla squadra di rimanere compatta, il “magico” Foggia di Zeman aveva giocatori del calibro di Signori, Baiano e Rambaudi, tre calciatori simili fisicamente delle spiccate doti offensive che facilitavano la palla lunga proveniente dalla difesa.

Sicuramente De Zerbi ricorda il tecnico boemo a grandi linee, ma nel dettaglio sembra essere più figlio del nuovo decennio calcistico. Roberto si può definire un ottimo connubio tra le idee di Guardiola, il gioco di Sarri e il carattere di Bielsa, un allenatore così può solo migliorare e noi lo speriamo vivamente.

Chiudo con una domanda che per alcuni sembrerà provocatoria, perché nessuna Big di serie A vedendo il valzer di panchine di quest’anno non ha puntato su di lui?  

Commenti