Amaro addio di Kragl: Tutti responsabili. Foggia non merita questo

Non è stato mai così difficile saltuare i miei tifosi.

Dopo la resa dei fratelli Sannella, la mancata iscrizione nei professionisti e il fallimento ormai alle porte, è ufficialmente iniziato anche l’esodo degli ormai ex calciatori del Foggia, tutti in attesa dello svincolo ufficiale, verso altri lidi.

Tra i tanti pezzi da novanta richiesti c’è sicuramente Oliver Kragl, giunto in rossonero un anno e mezzo fa, vicinissimo all’approdo al Benevento che avrebbe battuto in corsa la concorrenza della Spal.

L’esterno tedesco si è affidato ad un lungo post su Instagram per salutare la città di Foggia e tutti i tifosi rossoneri. Queste le sue parole:

“Non è stato mai così difficile saltuare i miei tifosi, ma purtoppo fa parte del nostro lavoro, anche se delle volte la città in cui vivi diventa la tua e decidi così di sposarti proprio lì, come ho fatto con Alessia, a Foggia. Un anno e mezzo ricco di emozioni, alti e bassi, soprattutto bassi nell’ultimo periodo, dove il nostro Foggia non si è addirittura iscritto al prossimo campionato. Tutti siamo responsabili della retrocessione, anche se senza penalizzazione, l’obiettivo salvezza era stato raggiunto, nonostante le difficoltà che noi giocatori abbiamo avuto in allenamento, spostandoci spesso ad Amendola, Lucera e addirittura Melfi, situazioni che abbiamo accettato per il bene dei nostri tifosi e del nostro Foggia, anche se a livello muscolare non è stato il massimo ed i nostri fisioterapisti ve lo possono confermare.

Abbiamo avuto due grandi mister, Grassadonia e Padalino, ma a mio parere cambiare allenatore non era la scelta giusta, i problemi erano altri. Ho letto molte volte i commenti di alcuni tifosi,che dicevano di non vedere un gruppo compatto, vi garantisco che non è stato così, anzi, lo siamo stati fin troppo per il bene della squadra.Sono stato accusato anche di aver segnato poco nel finale di stagione, di aver giocato male. Perchè dovevo fare ciò? Ho sempre dato il massimo dentro e fuori dal campo, non impegnandomi avrei fatto solo del male a me stesso… troppo facile accusare sempre i giocatori, che anche economicamente hanno dimostrato più volte di voler bene al Foggia. Sapete come è finita? Che non abbiamo percepito gran parte dello stipendio, e a prescindere dal lavoro che uno svolge, sfido chiunque di voi a non essere incavolato a trovarsi in una tale situazione.

Abbiamo evitato di prendere altri 2 punti di penalizzazione venendo incontro alla società, in più occasioni. Foggia non merita questo, una tifoseria che ci ha seguito in tutta Italia, sacrificando affetti e spendendo i propri stipendi per le trasferte merita di vedere la propria squadra in Serie A. Ho creduto al progetto e a chi non meritava la mia fiducia e che oggi mi porta a fare delle scelte differenti da quelle che avevo programmato. Vi porterò per sempre nel mio cuore”.

foggia.iamcalcio.it - Ignazio Silvestri

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