Agnelli: Io, Capitano mortificato

Essere il capitano della squadra della tua città, della squadra per cui fai il tifo da bambino è bellissimo. Quando c’è da gioire si gioisce 2 volte, ma quando le cose vanno male il dispiacere, la rabbia, le tensioni si vivono amplificate all’ennesima potenza. Cristian Agnelli, è il Capitano, è il tifoso è il foggiano, tutto in una sola persona e per questo le sue parole a commento delle vicende delle ultime ore valgono più di quelle di chiunque altro:

“Quello che è successo, sembra quasi superfluo doverlo dire, è gravissimo, è una cosa che va oltre il calcio, oltre le tensioni sportive che qui si vivono quotidianamente. Foggia, si sa, calcisticamente è una piazza calda, esigente, una piazza che regala tante sensazioni positive, ma che mette anche tanta pressione. Con i nostri tifosi abbiamo avuto discussioni, chiarimenti, anche a muso duro, ma quello che è successo a Iemmello, a Busellato, all’azienda dei nostri patron, Franco e Fedele Sannella, va molto oltre la piazza calda, va oltre le situazioni di campo”. È un fiume in piena il capitano rossonero, non c’è neanche bisogno di far domande: “Da foggiano sono deluso, da capitano sono mortificato, ho chiamato i miei compagni, ho manifestato loro il mio dispiacere, la mia vicinanza. Purtroppo è un brutto momento, siamo consapevoli della posizione in classifica in cui siamo, sappiamo che i nostri tifosi non sono contenti così come non lo siamo noi, ma questi gesti non hanno nessuna giustificazione. Sono gesti intollerabili sia per noi, per i ragazzi che li hanno subiti, per la Società, ma sono certo, essendo foggiano anch’io, che sono intollerabili anche per tutti i foggiani”. La sconfitta nel derby faceva presupporre di dover affrontare una settimana, calcisticamente, difficile, ma nessuno si sarebbe aspettato quel che è successo: “È stato un gesto assolutamente inaspettato, le tensioni esistono, le accetti, ma questa è guerriglia, non è calcio”.


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